Presentazione del gruppo di ricerca, Mercury Research Interdisciplinary Laboratory:I sedimenti svolgono funzione di "trappola", possono cioè costituire luogo di accumulo finale per quasi tutti i composti chimici organici ed inorganici immessi nell'ecosistema marino attraverso i corsi d’acqua e gli scarichi a mare. |

Altri 2 articoli in stampa del Numero Speciale sul Progetto “MIRACLE”!
Sono in stampa, e disponibili on line, sulla rivista specializzata Estuarine, Coastal & Shelf Science, altri 2 articoli sui risultati dello studio multidisciplinare sulla contaminazione da mercurio nei sedimenti della Laguna di Marano e Grado.
Gli articoli faranno parte di un numero speciale sulla rivista internazionale dedicato esclusivamente al Progetto MIRACLE.
Un articolo tratta dei risultati dello studio delle carote di sedimento prelevate nella laguna in cui sono stati valutati i flussi storici di mercurio grazie anche alla determinazione dei tassi di sedimentazione, dati, quest’ultimi, assolutamente nuovi per l’area di studio.
Coautori sono Stefano Covelli, Raffaella Piani ed Andrea Emili dell’Università di Trieste, Leonardo Langone del CNR-ISMAR di Bologna ed Alessandro Acquavita dell’Osservatorio Alto Adriatico dell’ARPA FVG.
Il secondo articolo è invece incentrato sui risultati ottenuti dal prof. Mark Hines, della University of Massachusetts Lowell (USA), relativamente alla determinazione dei tassi di metilazione e demetilazione del mercurio nei sedimenti della laguna, una delle principali linee di ricerca del Progetto MIRACLE.
Coautori sono Erin N. Poitras della stessa università americana, Stefano Covelli ed Andrea Emili dell’Università di Trieste, Jadran Faganeli della Stazione di Biologia Marina di Pirano, Suzana Zizek e Milena Horvat dello Jozef Stefan Institute di Lubiana (Slovenia).
I pdf degli articoli possono essere richiesti a Stefano Covelli e a Mark Hines
|
Sono on line sulla rivista specializzata Continental Shelf Research i risultati dello studio sulla contaminazione da mercurio nei sedimenti della Baia di Guanabara sui cui si affaccia la città di Rio de Janeiro. Il lavoro è stato portato a termine da MercuRILab nell’ambito del progetto bilaterale Italia-Brasile, finanziato dal Ministero degli Affari Esteri Italiano in collaborazione con il governo brasiliano, denominato TAGUBAR, in cui l’unita di ricerca, dell’allora Dipartimento di Scienze Geologiche, Ambientali & Marine (DiSGAM), si era occupata di investigare la presenza del metallo nei sedimenti costieri della baia di Rio. Coautori sono Stefano Covelli, Ioanna Protopsalti ed Andrea Emili per l’Università di Trieste, Alessandro Acquavita per l’Osservatorio Alto Adriatico dell’ARPA FVG (e dottorando del MercuRILab), Marcelo Sperle dell’Universidade do Estado de Rio de Janeiro e Maurizio Bonardi del CNR-ISMAR di Venezia. Il pdf dell’articolo può essere richiesto a Stefano Covelli
L’articolo farà parte di un numero speciale sulla rivista internazionale dedicato esclusivamente al Progetto MIRACLE. Il primo articolo (in ordine di apparizione) tratta dei risultati di alcuni esperimenti di risospensione di sedimento eseguiti in laboratorio al fine di valutare la mobilità del mercurio nell’ambiente acquatico, simulando gli effetti del dragaggio. Coautori sono Alessandro Acquavita e Sergio Predonzani dell’Osservatorio Alto Adriatico dell’ARPA FVG, Stefano Covelli ed Andrea Emili dell’Università di Trieste, Neza Koron e Jadran Faganeli della Stazione di Biologia Marina di Pirano (Slovenia) e Luis Carrasco Cabrera, già dottorando del Consejo Superior de Investigaciones Cientificas (CSIC) di Barcellona (Spagna). Il lavoro è stato portato a termine da MercuRILab nell’ambito del Progetto MIRACLE, finanziato dal Commissario Delegato per la Laguna di Marano e Grado e con l'essenziale collaborazione fornita dalle Cooperative Pescatori. Lo studio proposto aveva come obiettivo di verificare, su basi scientifiche, se le caratteristiche ambientali nelle aree lagunari proposte per ulteriori concessioni all'attività erano idonee per l'espansione della venericoltura in funzione del potenziale di assimilazione del metallo nei bivalvi. Il pdf dell’articolo può essere richiesto a Stefano Covelli Sono iniziate ufficialmente le attività del progetto di ricerca intitolato “Gli isotopi stabili non tradizionali (Fe-Cr-Hg) come traccianti di problematiche ambientali: applicazioni all'ecosistema del Sito d'Interesse Nazionale della laguna di Marano e Grado (Friuli-Venezia Giulia)” con fondi ministeriali PRIN ’09 (Progetto di Ricerca d’Interesse Nazionale). Scopo del progetto è verificare la possibilità di applicare tecniche di analisi isotopica in matrici ambientali (acque, suoli e sedimenti) per comprendere meglio l’alterazione ambientale indotta da attività antropiche presenti in un’area fortemente impattata. Primo sopraluogo nell’area di studio (tra i fiumi Corno ed Aussa, all’interno del SIN della Laguna di Marano e Grado) lo scorso giovedì 1 dicembre per i rappresentanti delle Università coinvolte. Il coordinatore, Umberto Masi con i colleghi Francesca Castorina del Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università di Roma La Sapienza ed Andrea Marchetti, Dipartimento di Chimica dell’Università di Modena e Reggio Emilia, sono stati condotti sul sito dagli universitari “triestini” capitanati da Riccardo Petrini al timone dell’Oasis, un pontone trasformato per l’occasione in…battello oceanografico! Stefano Covelli, Andrea Emili, Francesca Slejko ed Elena (laureanda in Scienze Geologiche) hanno contribuito alla buona riuscita del campionamento di acque e sedimenti a cui ha partecipato anche la collega Elena Pezzetta dell’ARPA FVG del Dipartimento di Udine. Il progetto, infatti, beneficerà anche della preziosa collaborazione dell’istituzione regionale che svolge un’intensa opera di monitoraggio ambientale nell’ambito dell’area del SIN lagunare. La “due giorni” è stata completata da una interessante visita alla sede ed ai laboratori del Dipartimento di Udine dell’ARPA FVG. Prossime attività previste in laboratorio, mentre si dovrà attendere la bella stagione per ulteriori sopraluoghi e campionamenti.
Il sopraluogo ed il prelievo dei campioni si inserisce all’interno della tesi triennale che Mauro sta preparando sull’area mineraria (Zinco e Piombo) dismessa oramai da più di 25 anni.
Breve missione autunnale in terra iberica alla miniera di Almaden, la località mineraria del mercurio per eccellenza nel mondo, situata nel centro della Spagna, in provincia di Ciudad Real. Stefano Covelli è stato ospite di Pablo Higueras, professore ordinario del Departamento de Ingeniería Geológica y Minera della Escuela de Ingeniería Minera e Industrial di Almadén, appartenente all’Universidad de Castilla-La Mancha. La scuola è erede dell’antica Academia de Minas fondata nel lontano 1777 dal Re Carlo III. Pablo Higueras ha fatto “eccezionalmente” da guida durante la visita al Parque Minero di Almaden, illustrando a Stefano i segreti del più grande distretto minerario al mondo relativamente al mercurio. Il giorno precedente la visita, Stefano aveva partecipato, in qualità di commissario invitato, all’esame finale del dottorato europeo di Willans Llanos Lazcano presso il Departamento de Cristalografía y Mineralogía dell’Universidad Complutense di Madrid. Il neodottore ha discusso una tesi dal titolo “Modelizaciòn de las emisiones de mercurio gaseoso a la atmosfera en el distrito minero de Almaden (Provincia de Ciudad Real)”. Eccellente presentazione per un lavoro degno del massimo riconoscimento che, all’unanimità, la commissione ha conferito a Willans: “sobresaliente cum laude”! Congratulazioni Will… y mucha suerte! Ieri, Elisa con Andrea e Stefano sono tornati sulla barena nei pressi di Barbana, questa volta per il vero e proprio campionamento nell’ambito del progetto “Indagine multidisciplinare sulle aree barenicole della Laguna di Marano e Grado in relazione al ciclo biogeochimico del mercurio” (Finanziamento per Ricercatori di Ateneo - FRA 2009). Sono stati campionati i sedimenti in corrispondenza dell’apparato radicale di Salicornia sp.e Limonium sp insieme alle rispettive specie vegetali che saranno analizzati per il contenuto di metalli pesanti. Il lavoro sul campo si è concluso con il prelievo di una carota più lunga per lo studio dell’evoluzione storica dell’accumulo del mercurio in particolare e la raccolta di un paio di piccole carote per la determinazione del tasso di sedimentazione con il 210Pb.
Procedono spedite le attività all’interno del progetto “Indagine multidisciplinare sulle aree barenicole della Laguna di Marano e Grado in relazione al ciclo biogeochimico del mercurio” recentemente finanziato dall’Università di Trieste nell’ambito dei fondi“Finanziamento per Ricercatori di Ateneo - FRA 2009”. Lo scorso giovedì Elisa con Andrea e Stefano hanno iniziato il vero e proprio campionamento di sedimenti e vegetazione alofila nella barena prossima a Marano Lagunare, già individuata e caratterizzata dal punto di vista geochimico durante il Progetto “MIRACLE”. Prossima “puntata” in Laguna di Grado.
Stefano è stato seguito nella stesura della tesi oltrechè dal relatore, Stefano Covelli, anche dal correlatore Andrea Emili. Complimenti Stefano! Qual’è il bioaccumulo dei metalli pesanti nella vegetazione alofila delle barene della Laguna di Marano e Grado? E’ questo uno dei quesiti a cui MercuRILab vuole dare risposta nell’ambito di una tesi magistrale in Biologia Ambientale. Stefano con Andrea, Michela (laureanda in Scienze Naturali) ed Elisa (laureanda in Biologia Ambientale) hanno portato a termine ieri un primo sopraluogo in laguna di Grado per valutare caratteristiche ambientali e possibili approcci al campionamento nel primo sito sperimentale, una barena prossima all’Isola di Barbana. Le attività si inseriscono all’interno del progetto “Indagine multidisciplinare sulle aree barenicole della Laguna di Marano e Grado in relazione al ciclo biogeochimico del mercurio” recentemente finanziato a Stefano Covelli dall’Università di Trieste nell’ambito dei fondi“Finanziamento per Ricercatori di Ateneo - FRA 2009”. Sono previste altre uscite nelle prossime settimane.
Al progetto dal titolo “Elementi potenzialmente tossici, marcatori biogeochimici ed isotopici come indicatori di qualità ambientale in un sistema territoriale complesso (Ravenna, Italy)” hanno partecipato numerose strutture di ricerca italiane fra cui anche il Dipartimento di Geoscienze di Trieste, coordinato dal Prof. Riccardo Petrini, con una nutrita schiera di ricercatori nel campo della geochimica. Nello specifico, MercuRILab (Stefano, Andrea ed Alessandro) ha svolto uno studio sulla mobilizzazone del mercurio nella Pialassa Baiona, nei pressi di Ravenna, confrontando i risultati con precedenti esperimenti portati a termine in Laguna di Grado. A presto anche la pubblicazione di un lavoro su una rivista specializzata. |
- MercuRILab al Convegno di Marano Lagunare sulla vallicoltura
- Neo Dottore in Ricerca in Scienze Ambientali
- Mercurilab alla Conferenza SedNet di Venezia
- Neo-laureata in Scienze Ambientali con una tesi sulla contaminazione in ambiente marino-costiero
- I dottorandi del Mercurilab hanno concluso il loro III° anno di attività di ricerca
- Mercurilab al Workshop sui siti contaminati da mercurio di Pirano
- Campionamento colonna d’acqua sito “Acquario”, Baia di Muggia
- Esperimento di risospensione di sedimenti fluviali
- Concluso l’esperimento di incubazione di sedimento-acqua!
- Approvato dalla Conferenza dei Servizi il Piano di caratterizzazione del sito “Acquario”
- Neo-laureato in Scienze Ambientali con una tesi sul Mercurio
- Tempo di esperimenti per MercuRILab
- Mercurilab al Congresso SETAC Europe 2010 di Siviglia
- PROGETTO MIRACLE - In diretta su RAI3
- PROGETTO MIRACLE - Conclusione












